la realtà è convenzione
la realtà è convenzione
la realtà è convenzione
capita che si metta a guardare le cose ma vedendo solo due dimensioni. lo stendino con i calzini e i jeans appesi, il volto di sua madre chinato sul piatto, la tenda gialla alla finestra attraverso cui si scorge la ringhiera.
vede due dimensioni, e ciò che vede non sono altro che ritagli di giornale incollati su una parete monodimensionale di fondo, bianca.
anche la luna non è altro che una puntina affissa a del compensato blu.
e mi diceva di sentirsi uno spettatore di fronte alla realtà come se si trattasse di uno spettacolo teatrale in cui si turnano gli stessi attori solo che con ruoli diversi a seconda delle abilità in sè e delle abilità di prestigio. da una personalità all'altra attraverso la solita storia dal '500 a dopodomani.
annuivo non capendo granchè dei suoi discorsi che deviavano sempre un po' verso l'in(de)finito ma annusando appena qualcosa che non avrei mai potuto immaginare a meno che non si trattasse di ricordo(precludente le sue stesse esperienze e sensazioni).
le tue idee e la tua mentalità camminano pari passo, con quella luce caratteristica di un amore profondo e consumato da un vecchio giradischi.
per me ci osservavi da lassù, appollaiato sullo spicchio di luna, con le gambe a penzoloni e i palmi aggrappati al bordo per riuscire a sporgerti e non cadere. con un sorrisetto beffardo che ti tagliava il bel viso adolescente al pensiero delle in(de)finite possibilità di vivere che ti si stagliavano davanti agli occhi commossi, come strade di terra battuta dal sole in prospettiva.
venerdì 24 aprile 2009
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