giovedì 9 luglio 2009

penicillina

partirà con le migliori intenzioni che mano a mani si dissolveranno per un sogno sbagliato al momento sbagliato che getterà un velo di diffidenza verso l'ignoto.
diffidenza a quanto pare sensata dati i recenti sviluppi della situazione: si è fidata ed è stata attaccata da un virus cui da poca importanza per la scarsa rilevamza che questo ha nella sua quotidianità.
il virus ha attecchito su un terreno brullo e arido che le acque della sua coscienza non lambiscono. il virus non può proliferare, il dna/rna della situazione non può venire duplicato a carico del corpo ospitante e morta lì.

cosa è veramente fertile?
e se fosse la vera offesa del virus quella di inaridire ciò che attacca inducendo il corpo ospitante a successive convinzioni di autodifesa?
dirà che non le importa e che non la riguarda giusto per non cadere in situazioni compromettenti, per non dover ammettere la non-autoimmunità dal dolore.

2 commenti:

  1. Il dolore prolifera nei nostri interventi ultimamente..che sia davvero un virus?

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  2. magari il virus è la felicità, domi!
    dipende tutto dalla situazione
    qui il virus era la reazione ad un assottigliamento di personalità nei confonti de "l'esterno"..
    la scusa per un disinteresse generalizzato..
    ma se il virus fosse la felicità, si spiegherebbe la sofferenza

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